I trasporti nello Stretto

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Quello dei “trasporti” è probabilmente il nodo principale dell’Area dello Stretto, ed anche l’indicatore dei rapporti sociali tra Reggio e Messina.
E’ anche, purtroppo, uno dei problemi più gravi del territorio: dopo il netto aumento dei pendolari tra 2000 e 2007, negli ultimi anni c’è stato un vero e proprio crollo causato da crescenti disservizi nei collegamenti.

La storica difficoltà infrastrutturale del Sud Italia è dovuta, principalmente, a questioni naturali: il territorio orograficamente è molto complesso, con moltissime montagne, poche pianure, e quindi con la difficoltà di poter costruire facilmente strade e ferrovie.

Così anche nello Stretto: nonostante l’area goda di un clima splendidamente Mediterraneo, i venti e le correnti della zona sono impetuosi, tanto da aver scritto le più antiche leggende mediterranee con i mostri “Scilla & Cariddi” dell’Odissea, che soffiavano e creavano gorghi proprio tra le due sponde, rendendo pericolosissima la navigazione.
Nel corso dell’800 i contatti tra le due sponde venivano assicurati da navi a vela.

Il primo servizio di traghettamento dello Stretto ha inizio il 1° Novembre 1899, quando nello Stretto c’è una grande festa per il primo “ferry boat” che collegava le due sponde: una coppia di navi traghetto a pale lunghe circa 50 metri ciascuna, in grado di trasbordare ognuna sei carri ferroviari: la “Scilla” e la “Cariddi”.

Nel 1905 entrano in servizio la “Calabria” e la “Sicilia” che erano altre due navi gemelle dalle identiche caratteristiche: lunghezza 52,70 metri; larghezza 8,50 metri; immersione a pieno carico 2,50 metri; velocità normale a pieno carico 11,5 nodi (circa 21km/h) ; un binario della capacità di sei carri ferroviari; apparato motore a vapore; propulsione a ruote.
La “Calabria” fu radiata nel 1927, la “Sicilia” nel 1933.

Nel 1910 entrano in funzione la “Reggio” e la “Villa”, e nel 1922 la “Aspromonte”: lunghezza 77,62 metri; larghezza 10,45 metri; immersione a pieno carico 2,80 metri; velocità normale a pieno carico 12,5 nodi (circa 23km/h) ; un binario della capacità di otto carri ferroviari; apparato motore a vapore e propulsione ad elica per la “Reggio” e la “Villa”, e apparato motore costituito da due motori diesel direttamente accoppiati ai due alberi porta elica per la “Aspromonte”.

Dopo la seconda guerra mondiale, il ritmo dei trasporti nello Stretto è aumentato in modo impressionante.

Lo Stretto è un importante centro dei commerci marittimi del Mediterraneo, che ha accresciuto la propria importanza da quando è attivo il grande porto di Gioia Tauro.

Tra Villa, Reggio e Messina, ogni anno, transitano circa 20 milioni di viaggiatori, 5 milioni di autovetture e 2,5 milioni di autocarri.

Inoltre sono 12.000 i pendolari che, quotidianamente, si spostano tra Reggio e Messina e se consideriamo anche Villa San Giovani, superiamo i 15.000 viaggiatori che ogni giorno attraversano lo Stretto: sono loro il simbolo dell’Area Metropolitana che, nella realtà concreta dei fatti, già c’è.

Il sistema dei trasporti, comunque, ha dei problemi poiché nonostante il grande aumento di viaggiatori, pendolari e l’aumento del transito di automobili e autocarri, non sono cambiate le condizioni di traghettamento: gli approdi sono quasi tutti gli stessi di 40 anni fa, i traghetti anche e di conseguenza i problemi non sono pochi.

Villa San Giovanni e Messina sono due città paralizzate e soffocate dal traffico e dallo smog; Messina in modo particolare è la Città più caotica d’Italia proprio a causa del fatto che tutti coloro che devono raggiungere qualsiasi angolo della Sicilia, passano per il centro storico della Città dello Stretto.

Da circa quattro anni è entrato in funzione il nuovo approdo commerciale a Tremestieri, un porto fuori dal centro di Messina (zona Sud) che consente a tutti gli autocarri e i mezzi pesanti che da Villa San Giovanni devono dirigersi a Catania, Siracusa, Ragusa o comunque nelle zone della Sicilia Sud/Orientale, di evitare il transito da Messina Città.

Da una parte, questo, ha avuto dei riscontri positivi per Messina che, appunto, s’è parzialmente liberata dal traffico e da tutto ciò che ne conseguiva (smog, incidenti mortali, inquinamento ecc. ecc.) ma i collegamenti Villa San Giovanni – Tremestieri hanno “preso il posto” di alcuni collegamenti Villa San Giovanni – Messina : non sono state infatti introdotte nuove corse, ma sono state sottratte delle navi per Messina che adesso vanno solo a Tremestieri (dove, inoltre, è vietato salire come pedoni o con le automobili! Ci possono andare solo gli autocarri, i tir e i mezzi pesanti!!): di conseguenza tra Villa San Giovanni e Messina le navi, invece di aumentare per rispondere alla crescente domanda di collegamento, sono diminuite paradossalmente !!!

Un altro aspetto decisamente negativo dei traghettamenti tra Messina e Villa San Giovanni è quello dei costi: per attraversare lo Stretto, tra andata e ritorno, bisogna spendere almeno 30€ se si possiede una macchina piccola e di bassa cilindrata.

Molto di più per tir e autotreni che a volte arrivano a pagare, solo per la traversata, somme vicine ai 100€ !
Il problema principale dei trasporti nello Stretto, è, a mio avviso, quello del duopolio Caronte – Bluvia Rfi.

Gli unici collegamenti, infatti, sono garantiti dalle navi delle Ferrovie (che hanno tempi lunghissimi per il carico e lo scarico dei treni) e dalla compagnia privata “Caronte & Tourist”: non esiste concorrenza perché non ci sono alternative, e di conseguenza in un tale mercato, le aziende si permettono di gestire la situazione a loro piacimento.

Stessa situazione nei collegamenti tra Reggio e Messina: l’aliscafo “veloce” dovrebbe collegare in 20 minuti le due Città, almeno 15 volte al giorno e, secondo le esigenze delle due comunità, anche nelle ore notturne.

Invece, da sempre, gli aliscafi (che sono di Bluvia-Rfi) funzionano solo nelle ore diurne, collegando Reggio e Messina dalle 06.00 del mattino alle 19.30 della sera e nulla più: tutti coloro che devono spostarsi dopo le 20.00 sono costretti ad andare a Villa San Giovanni con disagi non indifferenti.

Inoltre gli aliscafi difficilmente impiegano meno di 40-45 minuti, e spesso vanno in avaria e accusano dei problemi che causano il blocco per ore e ore.

Quando, inoltre, il tempo è brutto con mare molto mosso (soprattutto quando soffia lo scirocco, che ingrossa lo Stretto) gli aliscafi non possono transitare perché sarebbe rischioso e molto pericoloso, e così capita che per giorni interi Reggio e Messina rimangono isolate tra loro.

Anche qui bisogna purtroppo sottolineare che i prezzi sono elevatissimi: praticamente per viaggiare nello Stretto bisogna spendere 7€ al giorno.
A Messina, inoltre, la biglietteria è lontana circa 500 metri dall’aliscafo, e quindi bisogna andare a fare il biglietto e tornare (percorrendo quindi 1km di strada a piedi) con il rischio che si perda la corsa: l’unica soluzione è quella di fare il biglietto sull’aliscafo dove, però, costa 3,5€ solo andata !!

Nulla è cambiato con l’avvio, il 28 giugno 2010, della ‘Metropolitana del Mare’, anzi, sono addirittura aumentate le tariffe per viaggiare nello Stretto.

Inoltre l’impatto ambientale degli attuali servizi marittimi di collegamento è molto più distruttivo per l’ecosistema dello Stretto rispetto addirittura a quanto lo sarebbe il Ponte: i traghetti inquinano molto più delle automobili e, inoltre, causano problemi anche nell’ambiente sottomarino, che nello Stretto è davvero unico al mondo con elementi preziosi e che, se valorizzati, potrebbero attirare turisti e appassionati di sub da tutto il mondo.

Informazioni su Peppe Caridi

Nato a Reggio Calabria il 18 maggio 1986, giornalista pubblicista dal 29 dicembre 2009, nel 2004 ha fondato il blog MeteoWeb diventato poi testata giornalistica nel 2010. E' Direttore Responsabile di MeteoWeb, Sport Fair, CalcioWeb e StrettoWeb
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